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9 Ottobre 2016 

 

Tracce

La danza non lascia tracce, eppure si ritrovano, incise nelle grotte di 14.000 anni fa, tracce di personaggi, spesso travestiti da animali, che ruotano su loro stessi. 

Anche noi abbiamo provato il desiderio di lasciare delle impronte sulla neve. L'aiuto di una calligrafa é stato necessario.

Una poesia di  Szymborska é arrivata al momento opportuno. Abbiamo quasi scoperto un senso.

 

Le musiche, improvvisate dal vivo dai tre musicisti con una precisa e partecipata connessione diretta con le danzatrici, con la calligrafa e con l'attrice, si muovono nell'ambito della musica contemporanea utilizzando principalmente flauto (traverso e giapponese), piano elettrico, taiko (i grandi tamburi giapponesi) e gamelan (i gong balinesi).

 

Le danzatrici tracciano nell'aria segni che si prolungano con gli echi della musica. Nessuna traccia visibile. Eppure la poesia di Szymborska, proposta dall'attrice, dà voce a pensieri ed emozioni.

Tracce, percepibili a tratti: solo la calligrafa dà forma ad alcune parole chiave: vita stella istante. 

Nel finale le arti si congiungono per esprimere il senso di essere lì ed ora, gettati su un palco, forse troppo presto?

L'incontro col pubblico favorisce una creazione espressiva in cui danza calligrafia e musica fanno scoprire tracce talvolta invisibili agli occhi.

Spettacoli e Performances

© 2015 by Monica Curioni. Consulenza testi: Benedetta Tobagi. Proudly created with Wix.com