Abbiamo bisogno dei riti? 

 

Come ogni anno mi ritrovo, nel momento più caldo dell'estate, alle prese con lo stage intensivo per le mie allieve di terzo anno. Ultimi giorni di un percorso che porterà persone entusia- ste e creative a promuoversi nel mondo alla ricerca di un lavoro. Cosa non facile in tempi di crisi!

 

Cerco di non dimenticare nulla dei programmi e mi accerto che la comprensione del Metodo sia unita a quella che io chiamo la unica vera e grande rivoluzione: il piacere! Lo ripeto ancora: Ritrovare il piacere in ogni piccolo o grande gesto, anche e soprattutto nella quotidianità. E' importante dare spazio al piacere di muoversi e di sentire il cambiamento!

 

Le quasi danzaterapeute sorridono, ricordando come a volte l'impegno richiesto per la formazione sembrasse contraddire le parole della loro formatrice. Ma allora il piacere é solo per i nostri utenti/clienti?

 

E la continuità ritualizzata? Caposaldo inespugnabile del Metodo! Anzi, dei Metodi! Quale setting di DMT non prevede almeno un rituale di apertura e chiusura? La DMT tra Oriente ed Occidente propone attenzione e consapevolezza sin dall'ingresso nella sala Danza: inchino e ringraziamento per lo spazio, inchino agli altri, preparazione accurata di un mondo interno/esterno che creerà connessioni creative. E soprattutto Zazen per tutti, zazen che non é meditazione ma solo presa d'atto di un qui e ora in continuo cambiamento!

 

Con le allieve della Scuola Sarabanda abbiamo deciso di trascrivere e comunicare il racconto di un cerchio di condivisione sul tema del rito; normalmente il cerchio in DMT é segreto e tutto ciò che avviene all'interno deve rimanere patrimonio esclusivo del gruppo; eppure la mia proposta di mettere il cerchio addirittura in newsletter entusiasma le ragazze che si pongono immediatamente a copiare i miei appunti presi dal vivo.  

 

Ciò che segue é una riflessione in gruppo sul tema del rituale.

Porgo il talking stick, in questo caso il batacchio della campana di zazen, alla mia vicina di sinistra, che lo farà scorrere in senso orario, secondo il rituale degli Indiani d'America: il talking stick passerà di mano in mano per ben tre giri, sino a che tutti non avranno avuto modo di trovare in sé e e nell'ascolto degli altri, parole di verità. 

 

Che cos'é per voi il rituale? Ha ancora un senso? Abbiamo ancora bisogno dei riti?

 

MARCELLA Riconoscimento che qualcuno si prende cura.

CARMELA Preparazione, luce, sequenza di azioni per aprire la strada. Serie di operazioni in cui ogni azione dà attenzione, dà luce!

CLAUDIA Il rito é contenimento. Mi tiene dentro le forme e mi aiuta a non disperdermi. A volte basta lo squillo del telefono a distogliermi dalla mia pratica... Mi chiedo allora: é il mondo esterno che richiede la mia attenzione o devo rimanere nel qui e ora di ciò che sto facendo? Cosa faccio prima? Un piede parte, l'altro rimane ancorato sul posto e il mio spirito rimane intrappolato nello sgambetto!

NICOL Il rito é sicurezza, so cha avverrà adesso, so che avverrà tra poco. Procedere in consapevolezza di ciò che avverrà. Ma ho un conflitto col rito: talvolta ne ho bisogno, talvolta mi sento costretta. Ho bisogno della novità, ma poi al rito ci torno. Zazen è zazen, se viene modificato, mi viene l'ansia. Per es. il solo pensiero di fare zazen al parco mi manda in crisi! !

ALESSIA E' qualcosa che si ripete. Con la ritualità anch'io ho un rapporto ambivalente: da un lato mi sento contenuta, protetta e mi piace; è il contenimento per esprimermi ma a volte non mi piace, è un limi- te. Sono regole che mi danno fastidio, però quando non le rispetto mi sento un po' in colpa... com- prendo solo dopo che era importante farlo! A volte non mi sento pronta o non mi sento matura per rispettarlo, a volte mi arriva la forma del rito come se fosse sotto il livello della mia coscienza, come se fosse una ritualità che riconosco, ma non in modo palese. Sotto il livello della mia comprensione, ma lo percepisco. Amore. Odio!

FEDERICA Mi passate il termine? Il rito mi sta proprio lì!! Vivo in un mondo di procedure, il rito è come un modulo da compilare... sei volte la stessa procedura??? Come il settimanale del treno, un sacco di tempo per compilarlo, un sacco di ripetizioni... che perdita di tempo! È difficile distinguere la pro- cedura dal rito. Mi sento stretta. Si potrà ben accorciare la trafila... sarà uguale no?! A volte si, è una terra ferma, ma... boh... adesso lo sento RI-GI-DO! !

ELENA R. Ci sono vari modi di fare un rituale, mi piace quando comprendo. Zazen lo sento in modo abbastan- za armonico, ma quando sento che è vissuto come una formalità mi spiace. Mi piace viverlo, trovare la mia dimensione nel rituale. Sentirmi me stessa nel rituale. Noi al primo anno eravamo più casina- re dei terzi, per esempio ci piaceva salutarci al mattino perché non salutarci è freddo! Zazen è cosa antica, con significati profondi, mi piacerebbe viverlo con gli altri perché aiuta, da sola non ce la faccio, mi incasino mentalmente. Zazen mi dà il senso della Terra... una cosa così... però abitata, mi fa stare bene. Dentro di me non c'è questa cosa, non riesco tutti i giorni a fare una cosa con un ritmo. Prima non ero nella mentalità del silenzio, ma quando è arrivata ho sentito un grande silenzio. Io mi invento tantissimi riti, ma mi riescono solo a metà!!! (Il gruppo dice: caspita, beata te!). Insomma! Ho bisogno di viverlo con tutta me stessa. ! ELISABETTA Il rituale è consapevolezza: attraverso una serie di azioni porto attenzione a quello che sto facendo e penso che mi aiuti a dare molta più importanza, ad elevare ciò che faccio; penso che sia importante se fatto in modo continuativo. Farlo frequentemente è importante. Per zazen, non lo sento partico- larmente dentro perché è un rito che faccio una volta al mese e non riesco a sentirlo mio. Mantenere ! la sequenza degli inchini è importante ma non fondamentale. Mi aiuta a portare consapevolezza. Se un rito è ripetuto quotidianamente allora sì! !

IVANA Il rito mi porta al vuoto, alla connessione con il Tutto nel silenzio, mi insegna ad aver cura di ciò che porto. Mi insegna a conoscere, ad affrontare, ad accogliere il mio ego!

GRAZIA Il rito è qualcosa di prezioso e totale, nella verità!

CARMELA In questi giorni, la mia attenzione è attratta dalle piccole piume che trovo qui sul pavimento... Tutti i giorni, avrà un significato?! Io qui sono nata, sono stata battezzata, ora vado verso altro, non so, vi terrò aggiornate! !

CLAUDIA Nel rito sento amore. Anche solo nell'inchino. !

NICOL Zazen nell'arco del tempo mi cambia totalmente dentro. L'anno scorso contavo i minuti che manca- vano alla fine... ora 5 min prima dell'inizio siamo già tutte dentro. È un sentire diverso! Anche za- zen ci ha unite! !

ALESSIA Grazie per questa condivisione! Ognuna di voi mi ha aperto delle porte con quello che ha detto. In- credibile! Sento risuonare le sensazioni e i pensieri! Quando Elena ha detto della terra... il rito ci porta a terra, sì, forse ha a che fare con la terra. Forse questo cerchio può far cambiare. Questo cer- chio ha potere di cambiamento. ! FEDERICA Ammiro il rito fatto con consapevolezza ma disprezzo quello fatto con ipocrisia! 

ELENA R. Ringrazio tutte! 

IVANA C'e il bisogno di sentire la compassione! Il rito è amore incondizionato. Insegna la compassione. Compassione di lasciar andare senza attac- camento. Affidarmi con fiducia nell'inchino, nel kinhin, nel chörten. Il rito è anche quello. Sono ve- nuta con il bisogno di chiedere un cerchio, che chiederò, ma già ora sento compassione e vi ringrazio!

ALESSIA Vorrei raccontare la storia di un incontro avvenuto in Grecia questa estate; un incontro speciale che sempre mi porterò dentro. Luglio 2015: l'austerity opprime il mondo e il popolo greco più che mai. Nel momento cruciale delle trattative con l'Unione Europea, quando il governo greco non voleva cedere a compromessi svantaggiosi, alle persone era stato vietato di prelevare più di € 60 al giorno per una intera settimana. Eppure ogni giovedì all'ora di pranzo i vecchietti di Salonicco di una casa! in centro città mangiano a porte aperte! Non potevo crederlo! Eccomi, turista sconosciuta improvvi- samente invitata in un mordo antico. Con altri giovani passanti mi ritrovo unita agli anziani, condi- videndo vissuti, canti e suoni di un paese in cui l'ospitalità é ancora un rituale sacro. È la testimonianza di come talvolta non avere niente basta per essere tutto. È una storia umana.

 

Commenti dei lettori:

 

Grazie. Notevole contributo per la mia forma occidentalizzata dove il Rito talora è perdita di tempo, talaltra è Me e Verità. La contraddizione della nostra società, la mia contraddizione. Una Verità un po' paradossale perché, appunto, rituale ma in questi gesti comuni non sento esserci esistenze uguali. Agevolazione progressiva oppure bottoncino ON/Off il Rito è una porta di accesso verso se stessi e poi verso il mondo. Gesti emozionali che toccano corde le quali, quando vengon riconosciute come proprie, iniziano a vibrare quotidianamente. Solo allora il Rito perde di significato, quel Rito, quello che mi ha fatto accedere a quella stanza particolare. Rimane nella memoria, il solo pensiero diviene Rito in sé. Il cerchio si chiude, la soddisfazione è tangibile. Ora silenzio in attesa del coraggio di aprire una nuova stanza. Il Metodo non può far altro che aiutare, forzare con dolcezza dove ciascuno di noi teme di vedere. Grazie di nuovo e complimenti a tutte! Elena D. (Ex partecipante di un ciclo di DMT tenuto da Elena C.)

 

Grazie per la condivisione! Un abbraccio forte a tutti/e, e molta gratitudine per il ricordo dell'origine dei miei pensieri sul rito, sul piacere, sulla pratica anche se pratica diversa! M (Margherita)

 

Grazie Elena per averci resi partecipi! ... un abbraccio circolare e fresco (Giorgia)

Il termine Bisogno lo trovo non stimolante.... Semmai voglia di riti (Betty)

 

Ci vado! :))))))) (Angela)

 

Grazie Elena. Un abbraccio, magari presto dal vivo. Se in ottobre vengo a Milano qualche giorno, passo a trovarti per un rituale del te. Sonia !

 

Grazie Elena per aver avuto fino alla fine cura e attenzione per tutte noi... leggere la mail della condivisione in gruppo sull'importanza dei riti è come aver lasciato per sempre impresso nel tempo del mio cuore il momento unico del cerchio con te e con le mie compagne!!!! Un caloroso abbraccio e a presto!!!

 

 

© 2015 by Monica Curioni. Consulenza testi: Benedetta Tobagi. Proudly created with Wix.com